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Lavoro principalmente perchè sento il bisogno di fermare il tempo nelle cose che faccio, per potermi voltare ogni tanto e rivedere cosa ne è stato delle ore passate, che sentirei altrimenti confuse come i pensieri che spesso si hanno riguardo alle scelte del proprio vissuto.
So che potrò giudicare il mio lavoro a seconda dell'evoluzione che avrò, ma non sarà importante perchè le cose saranno lì semplicemente come pezzi del mosaico della mia vita.
Ed è il mosaico appunto il filo conduttore di questo lavoro.
Non mi piacciono le classificazioni:per me il mosaico è materia assemblata. Non vedo questo modo di esprimersi come una forzatura, anzi, penso che la materia con la quale creo renda più vibrante la sensazione visiva e attraente quella tattile.
Da un altro punto di vista è interessante il fatto di spezzare la materia per poi ricomporla, miscelandola all'infinito seguendo la propria estetica.
Il tema ricorrente del mio lavoro è la natura:quella che colgo osservando le cose del mondo. Le riproduco facendole passare dalle mie mani perchè in questo modo posso capirle prima della mia testa.
Nel caso degli armadilli sono rimasta talmente affascinata, osservandoli durante un viaggio in Messico, che ho voluto rifarli per poterli prendere in braccio.
Spesso guardo il mondo come se potesse essere rifatto a mosaico.
Dusciana Bravura
(Ravenna, aprile 2002)


Parliamo dei mosaici di Dusciana Bravura, perché è proprio nel più piccolo frammento di un mosaico che è possibile leggere il segno rivoluzionario della sua opera: decine, centinaia, migliaia di minuscole tessere e murrine preparate dall’artista stessa, ognuna di vitale importanza, poi selezionate, collocate in una precisa posizione per dar vita a geometrie, sfumature, sensazioni, tenendo sempre a mente il risultato finale e attribuendo la massima dignità ad ogni più piccolo protagonista di questa lenta e affascinante tecnica di creazione. Follia, secondo alcuni; poesia, secondo noi. (continua)
Vito Raimondi


…la sua piccola opera a pavimento incanta non solo per la preziosità dell’animaletto, che esce da un metro quadro di erba vera, ma per la sua capacità di rendere quasi tangibile la dimensione della “favola”.
Serena Simoni
(“Sayling to Bizantium” – S. Maria delle Croci Ravenna) 


Dusciana, giovane mosaicista di Ravenna, famosa per le sue cornici da “Mille e una notte”, ha cominciato a giocare da ragazzina, con pezzetti di pietra e tessere di vetro quando, nello studio del padre, rimaneva ore , affascinata, a guardarlo mentre lavorava. Paziente, assisteva al nascere e al lento prendere forma dell’opera, leggendo, curiosa, con il passare dei minuti, il disegno che si componeva e a poco a poco si rivelava, in tutti i suoi colori e riflessi di luce, l’idea artistica che si trasferiva nella mente fertile del papà, attraverso il movimento lento delle mani, a qualcosa di inaspettato che lei stessa poteva vedere e anche, con delicatezza sfiorare.
E’ da quella esperienza lontana che nasce la suggestione fiabesca dei suoi mosaici, che hanno in sé qualcosa di primigenio, il fascino di chi sembra aver intuito naturalmente, senza sforzi, con la semplicità e la purezza della mente dell’infanzia, i segreti di un’arte antica a cui dona un’anima moderna. Ha abbandonato, infatti il mosaico tradizionale, ma si serve del suo antico linguaggio per esprimere nuove sensazioni estetiche, che nascono da armonie di colori in accostamenti gradevolmente insoliti e sorprendenti. Con i bagliori vetro e l’allegria dei colori delle murrine, che formano segni dal fascino misterioso, quasi geroglifici del Duemila, i suoi mosaici si rincorrono intorno agli specchi, e, nati da motivi squisitamente estetici, sembrano nascondere chissà quali arcane simbologie. Nel regno sfrenato della fantasia, i colori, scelti secondo la propensione del momento, si attraggono, si accostano e si mischiano, con disegni minuti e sempre diversi, come in un ricco caleidoscopio.
A differenza di questo, che utilizza la trasparenza del vetro, moltiplicata dalla rifrazione degli specchi, qui è lo specchio ad essere posto al centro dell’opera, e la fonte di colore non è solo il vetro, ma anche umili sassolini colorati, oro e argento, pezzi di vetro Tiffany e perfino fossili, con il risultato che anche l’immagine riflessa di un volto, così incorniciata, risulta nobilitata ed impreziosita.
Maria Luisa Bonivento
(Catalogo per “S. Trani sensi” Castello Svevo-Trani) 


…ricerca, quella di Dusciana Bravura che lavora a Ravenna, che si caratterizza per l’uso del mosaico, l’antica tecnica che racchiude ancora immense potenzialità espressive , comprese e praticate nel nostro tempo da pochi artisti geniali.
Dusciana sta da tempo a mezza strada tra l’arte e l’arte applicata, coinvolta com’è dalla pressante richiesta dei suoi bellissimi oggetti. In realtà lei ha buon talento per creare delle forme ( spesso sono degli animali ) bidimensionali, oppure vere e proprie sculture, dove la perizia tecnica acquisita nella lavorazione del mosaico sorprende sempre per il gusto e la preziosità delle soluzioni.
La sua opera, attiva tra le eleganti cornici e gli animali più o meno fantastici, non ha bisogno di troppa separatezza e precisi, conformistici confini, essa deve ancora farsi, e procedere nel tempo della ragione e del sentimento, finché troverà la sua via: il ritmo lungo del mosaico, con tutti i suoi riti, è anche ideale opportunità per coltivare il pensiero.
Laura Gavioli
(Catalogo per 3° Biennale Postumia Giovani - Museo d’Arte Moderna di Gazoldo degli Ippoliti - Museo Civico Floriano Bodini - Mantova) 

duscianabravura. com